Township Nocturne

August, 2021
AMRN067
CD Jewel Box
The Lenox Brothers

Certain music seems to fall into your lap.
As though it were visiting you.

Some sort of day for night, a delicate blue filter, and a blurred outline, just enough to make it soft. Precarious stillness, and one step from darkness along slanting and far-off boulevards.
Uneasy languishing, possibly, in this music born from a recording session at the Wave Ahead Studio in October 2020, a year and a day after Gianni Lenoci passed away.
We were in the studio that was like a second home for him.
The covered piano watched us the whole time.
Not everybody knows about Gianni’s passion for certain TV series from the ‘60s and ‘70s. He was a great fan of the series ‘Columbo’, and he could even recall the earliest episodes, where the aesthetic standard of the Californian middle-class contemplated interior settings, in which paintings by Rothko, Barnett Newman, and McLaughlin came into view…
Or about his passion for Simenon, and the suspense of certain noir fiction he sometimes colored his voicings at the piano with.

A TV-series color, rather nocturnal that we wish to dedicate to him.
Like an original remembrance soundtrack, partly light, partly groovy, and even lyric. Moving as end credits are.

Gianni Mimmo

Certe musiche sembrano poterti cadere in grembo.
Come ti visitassero.

Una sorta di effetto notte, un gentile filtro blu, i contorni sfumati, quel tanto da renderli morbidi. Una quiete instabile e a un passo dal buio, lungo viali obliqui e distanti.
Forse un’inquieta languidezza in questa musica nata in una seduta di registrazione dell’Ottobre 2020 al Wave Ahead Studio, ad un anno e un giorno dalla scomparsa di Gianni Lenoci.
Ci trovavamo nello studio che era un po’ la sua seconda casa.
Il pianoforte coperto ci ha osservato per tutto il tempo.
Non tutti sanno della passione che Gianni nutriva per certe serie televisive degli anni ‘60 e ‘70. Conosceva bene la serie “Colombo” e ricordava i primissimi episodi, nei quali l’estetica della borghesia californiana contemplava scene di interni nei quali comparivano dipinti di Rothko, Barnett Newman e McLaughlin…
O della sua passione per Simenon, la suspense di certo noir di cui colorava talvolta i suoi voicing al pianoforte.

Un colore telefilmico, appena notturno, che desideriamo dedicargli.
Come un’original soundtrack della memoria, in parte lieve, in parte groovy e anche lirica. Una struggenza da titoli di coda.

Gianni Mimmo

Reviews

Sands Zine
Mario Biserni

In questo CD aleggia, come fosse cosa viva, lo spirito di Gianni Lenoci.
Sarebbe sufficiente la circostanza di una registrazione effettuata nello studio frequentato dal pianista pugliese, in quel di Monopoli, un anno e un giorno dopo la sua scomparsa per acquisirne coscienza.
Ma c’è delI’altro. I tre musicisti dediti alla lodevole iniziativa avevano tutti, in tempi diversi, collaborato con Lenoci, e così v’è un senso di giusta e condiscendente familiarità nell’essersi chiamati Lenox Brothers. E l’intento dei tre pare quello di omaggiare non tanto il musicista quanto il fratello scomparso. Così si indaga nei suoi interessi e nelle sue passioni extra-musicali, come quelle per il poliziesco e per la letteratura noir.
Il pianoforte in più occasioni utilizzato da Lenoci fa la sua presenza nello studio e assiste silente alle trame tessute da contrabbasso, sax soprano e batteria, in una musica che va a delinearsi quale musica dell’assenza. Un assenza che però, come ho scritto in apertura, in diversa forma è anche presenza. Quindi c’è tensione nell’aria, ed è palpabile perché si ripercuote nelle ance, nelle corde e nelle pelli, una tensione che va a riflettersi in un sound scarno, ma drogato di emotività, ed è come se lo spirito che aleggia possa materializzarsi all’improvviso ed entrare in gioco portandosi appresso un fragoroso applauso di complicità. 

Prossimamente: “Nova esperanto (l’album perduto del 2006)” dei Casa; “Duo Sutera Novali” di Virginia Sutera & Ermanno Novali; “An Established Color And Cunning” dei Tender Buttons; “Postcard From A Trauma” di Roberto Fega; “Thrīe Thrēo Drī” di Ab Baars, Meinrad Kneer & Bill Elgart; “Mother Afrika” del Roberto Zanetti Quartet; “Music For A Different Room” di Tommaso Rolando; “Parallelism” dei Central Unit …

Orynx Improv and Sound
J-M Van Schouwburg

Trio sax soprano, contrebasse et batterie. Au fil de tournées incessantes et de nombreux enregistrements sur son label Amirani, le saxophoniste italien Gianni Mimmo s’est révélé auprès de nombreux musiciens passionnants. Avec les pianistes Gianni Lenoci (R.I.P.), Sakoto Fuji,Nicola Guazzaloca, Silvia Corda et Yoko Miura, les souffleurs Harri Sjöström, Ove Volquartz et Vinny Golia, le signal processing de Lawrence Casserley, le tromboniste Angelo Contini, les violoncellistes Hannah Marshall et Daniel Levin, la violoniste Alison Blunt, les guitaristes disparus John Russell et Garrison Fewell, Gianni Mimmo s’est créé un magnifique parcours durant lequel son jeu de saxophone soprano hérité de Steve Lacy (il ne s’en cache pas) s’est bonifié, approfondi, affirmant un appétit curieux pour des formes nouvelles. Depuis son trio avec percussion (Francesco Cusa) et violoncelle en lieu de contrebasse (Andrea Serrapiglio), l’excellent A Watched Pot (AMRN 006 – 2007), Gianni Mimmo n’avait plus joué ou enregistré avec une « section rythmique » basse – batterie, préférant élargir son horizon et sa pratique avec d’autres configurations instrumentales. Il faudrait aussi mentionner ses projets Tidal ou Sestetto Internazionale. Le trio des Lenox Brothers avec les excellents bassiste Pierpaolo Martino et batteur Francesco Cusa plonge dans le courant rythmique du jazz et les effluves de la Blue Note. Cet enregistrement eut lieu le lendemain du décès de Gianni Lenoci dans le studio Wave Ahead à Monopoli en hommage à celui-ci. Gianni Lenoci avait une prédilection pour les séries TV comme Columbo et les romans noirs de Siménon et c’est cette atmosphère et ses références qui nourrissent ce Township Nocturne. Pierpaolo Martino vient de se distinguer phonographiquement avec Steve Beresford et Valentina Ma (Frequency Disasters / Confront Records – si vous n’avez aucun album avec Beresford, c’est le maître achat !) et avec Vladimir Miller Adrian Northover dans the Dinner Party (FMR). Solide client. Son jeu racé est l’ossature souple et mouvante de ce brillant trio, animé aux fûts par ce batteur original qu’est Francesco Cusa. Cusa est un percussionniste complet et un compositeur qui développe depuis une vingtaine une série incessante de projets jazz décoiffants sur son label improvvisatore involontario avec une imagination débordante. J’avoue n’avoir jamais eu l’énergie et le bagout pour vous en rendre compte. Un phénomène ! D’ailleurs, certains de ses enregistrements les plus saisissants n’apparaissent même plus dans le site de son label et dans discogs…
Au point de vue musical, ces Lenox Bothers nous livrent une parfaite réussite ressuscitant la magie des trios avec basse et batterie de Steve Lacy avec une belle ouverture et une manière assez rêveuse. Gianni Mimmo est peut-être / peut figurer comme un poids léger face au grand Steve. Mais ce magnifique Township Nocturne témoigne d’une maturité, d’une qualité sonore et d’une entente véritable qui distinguent indubitablement leur musique du tout venant jazz (free) contemporain. 
Le travail exemplaire du saxophoniste a consisté à décortiquer la grammaire complexe et le lyrisme secret de Lacy en en recréant le lexique, les allusions, les suggestions, les couleurs pour raconter son histoire personnelle, intime et créer son propre univers fait d’intervalles distendus et de timbres amoureusement précis, délectables. C’est une démarche difficile et même ingrate, croyez-moi. Avec le concours amoureux et talentueux de ses deux comparses, Mimmo nous livre ce qu’il a sur le cœur et dans les étoiles : le sens du merveilleux. Le talent conjugué de Pierpaolo Martino et de Francesco Cusa, contrebasse charnelle et inventive et jeu de batterie chaloupé et ouvert à de nombreuses influences font de cette session un véritable modèle du genre. La routine du trio sax-basse-batterie est sublimée par une heureuse inventivité et une grande inspiration collective. Superbe !!

Music Zoom
Vittorio

Questa nuova incisione del sassofonista soprano Gianni Mimmo è stata realizzata in studio, a Monopoli, dove di solito era di casa il pianista Gianni Lenoci. Ad un anno dalla sua scomparsa si è trovato lì con una nuova formazione, Pierpaolo Martino al contrabbasso e Francesco Cusa alla batteria, che si è data il nome di Lenox Brothers. In effetti sono tutti fratelli dal punto di vista musicale, con una precisa idea ed anche una particolare empatia dovuta al trovarsi in studio in un momento speciale, con il pianoforte ancora lá, questa volta in disparte. Lenoci apprezzava molto le serie TV degli anni ‘60 e ‘70, i polizieschi con l’ispettore Colombo o quelli ispirati dalle opere di Simenon, quelle atmosfere “noir”, notturni che hanno ispirato Miles Davis per la colonna sonora del famoso film di Louis Malle Ascenseur pour l’échafaud. I tre si muovono telepaticamente, quasi in trance, senza seguire tracce particolari, semplicemente improvvisando guidati dall’ispirazione del momento. Il suono di Mimmo si fa a tratti roco in The Mesmerizing Speech, si nota qui il suo lavoro sullo strumento, la sua stima per Steve Lacy e la sua evoluzione come musicista. È un disco breve e compatto, come gli LP di una volta, che mantiente la tensione dall’inizio alla fine.

Percorsi Musicali
Ettore Garzia

“…Not everybody knows about Gianni’s passion for certain TV series from the ’60s and ’70s…[..] Or about his passion for Simenon, and the suspense of certain noir fiction he sometimes colored his voicings at the piano with…” (Gianni Mimmo su Gianni Lenoci, note di copertina di Township Nocturne).

A proposito di George Simenon, c’è un suo romanzo che inquadra un paio di dimensioni fondamentali dell’autore: in L’Homme qui regardait passer les trains  Simenon inventa la storia di Poppinga, un impiegato di una ditta navale olandese che ad un certo punto della sua vita rompe la routine del suo lavoro per immergersi in una nuova vita piena di pericoli e sfide; Poppinga segna le vicende di un uomo libero e alla ricerca di un’identità di cui non sa calcolare le insidie. Il tenore letterale di L’Homme qui regardait passer les trains passa da un irrilevante incedere ad una ficcante forza erosiva degli eventi tenuta nascosta dentro: è esattamente l’equivalente di quel gioco rilascio-tensione che abbiamo imparato a trasporre nella musica di ogni tipo.

Le finzioni sono possibili realtà. Hanno un proprio modo di manifestarsi e hanno anche ottenuto un proprio “suono”, quello che oltre cento anni di cinema e mezzi visivi gli hanno attribuito attraverso colonne sonore, films o rifacimenti televisivi, travasando nei significati psicologici quanto rinvenibile dalla letteratura e dalle altre arti. Il trio di Gianni MimmoPierpaolo Martino e Francesco Cusa, non fa altro che ritrovarsi su quel groove subodorato della finzione, ma ha un vantaggio, quello di poter agire senza limiti geografici e temporali e perciò la session di Township Nocturne può dedicarsi alle notti di Monopoli e allo stesso tempo offrire omaggio ulteriore al pianista Gianni Lenoci, il più efficace sperimentatore di quelle notti. I tre sono diventati, perciò, The Lenox Brothers.
Ma Township Nocturne è anche un’espressione d’arte e se volessimo catturarne un esempio potremmo rivolgerci a The Meanwhile Groove, dimostrazione lampante che riunisce effetti apparentemente opposti: se è vero che nel mezzo del brano Mimmo simula involontariamente con i multifonici il treno di Simenon accompagnato da un innesco ritmico preciso, è anche vero che tutto il resto che viene prima e dopo quell’evento sembra scolpire un’immagine pittorica a metà strada tra un post-impressionismo e l’arte astratta.

Penso che i tre musicisti vivano qui la loro migliore dimensione possibile: Mimmo suona sempre meglio, è in grado di punteggiare o di allungarsi perfettamente, di dirigere il suo soprano sulle dinamiche giuste, riuscendo sempre a trovare soluzioni di sfogo e sviluppo della trama improvvisativa imprevedibili (toccare con mano il benessere emanato della title track o le evoluzioni veloci e quasi rough sulle sintonie di The Ride); Martino è splendida fluttuazione del contrabbasso, pulsazioni particolari come qualcosa che somiglia ad una oscura scossa di potenza che sta per buttarsi fuori (vedi per esempio South Bay Drive – Bay Lanes), ma è anche caustico nelle fasi di utilizzo dell’arco (Insistent/Persistant); Cusa alterna il libero arbitrio della batteria con fasi ritmiche temporanee, spesso trattandosi di tempistiche rock (A Waving Recall è piena documentazione di un ritmo che potrebbe portarvi indietro verso il periodo elettrico di Davis).

E’ triste dover registrare in un luogo che guarda al vuoto di un pianoforte che sarebbe spettato a Gianni Lenoci, anche se Gianni Mimmo ha compiuto un perfetto processo di sostituzione con il suo sax e non mi pare inutile sottolineare come nella title track di questo lavoro Mimmo si produca nel finale in un incomprensibile artefatto vocale che sembra un rito di riconoscenza. Nell’idioma dei The Lenox Brothers (per chi conosceva Gianni Lenoci sa che egli usava le x finali nella sua corrispondenza, da questo si arriva a Lenox) c’è una doppia verità da soddisfare: una riguarda i musicisti coerenti e la loro voglia di misurarsi su canoni lontani da quell’efferato bisogno di semplicità di cui si nutre il mondo del jazz (e di cui Lenoci ne aveva sottolineato spesso la sterilità); l’altra, invece, si può trovare nell’explicit del romanzo di Simenon succitato, quando Poppinga mostra al medico dell’ospedale psichiatrico il suo quaderno per dimostrare le ragioni della sua turbolenza, ma dove però non c’è scritto nulla: “… E Popinga, con un sorriso forzato, si sentì in dovere di mormorare: «Non c’è una verità, ne conviene?»…“.

Vinylmine
Ponthas Troussas

Ένα χρόνο και μια μέρα μετά τον θάνατο του σημαντικού ιταλού πιανίστα Gianni Lenoci (ο Lenoci πέθανε στα 56 του, στις 30 Σεπτεμβρίου 2019), την 1η Οκτωβρίου 2020, τρεις συνοδοιπόροι του, ο σοπρανίστας Gianni Mimmo, ο κοντραμπασίστας PierpaoloMartino και ο ντράμερ Francisco Cusa, κάτω από την επωνυμία The Lenox Brothers, βρέθηκαν σ’ ένα στούντιο της Monopoli(ΝΑ Ιταλία - Απουλία), προκειμένου να τιμήσουν τον Lenoci, παίζοντας «ελεύθερες» συνθέσεις, έχοντας εκείνον κατά νου. Το αποτέλεσμα το κατέγραψαν οι τρεις φίλοι-μουσικοί σ’ ένα CD των εννέα tracks υπό τον τίτλο “Township Nocturne” [Amirani Records, 2021] – ένα άλμπουμ καταιγιστικό, σαν εκτέλεση, ένα σάουντρακ με ισχυρή την αίσθηση της απώλειας τού φίλου και συνεργάτη.

Το στούντιο Wave Ahead (στην Monopoli) ήταν ένα «δεύτερο σπίτι» για τον Lenoci, με το πιάνο του να είναι εκεί, καλυμμένο, απέναντι-δίπλα στους μουσικούς καθ’ όλη την διάρκεια του session. Κάτω από τοιούτο συναισθηματικό βάρος οι Mimmo, Martino και Cusa συγκέντρωσαν δυνάμεις, κατορθώνοντας να γράψουν μια μουσική πολύ ζωντανή, αποτελούμενη από μικρά στο χρόνο έως μεσαία tracks, όχι λίγες φορές αρκούντως αφηγηματικά και καθόλου εικονοκλαστικά, κάπως σαν τα... επεισόδια ορισμένων αστυνομικών τηλεοπτικών σειρών ή και διηγημάτων, για τα οποία ήξεραν πως γοητευόταν ο Lenoci. Γίνεται λόγος (από τον Mimmo) για το κλασικό “Columbo” με τον Peter Falk  ή για τις ιστορίες του Georges Simenon, για παράδειγμα, που άρεσαν στον Lenoci, επηρεάζοντας ακόμη και τις συνθέσεις του, τα παιξίματά του κ.λπ.
Μέσα σ’ αυτήν την φιλμική (ας το πούμε έτσι) και λογοτεχνική κατάσταση, που σχεδόν ακαριαία ήλθε να συμπληρώσει το συναισθηματικό παζλ των τριών, οι Mimmo, Martino και Cusaχρησιμοποιούν όλες τις δυνάμεις και όλες τις κοινές εμπειρίες τους, προκειμένου να συνθέσουν ένα «έργο», διανθισμένο με πολλά λυρικά, φωτεινά, έως και groovy στοιχεία, χρησιμοποιώντας ακόμη και τον λόγο στο φερώνυμο track “Township nocturne” – ένα blues, που θα μπορούσε άνετα να ταιριάζει σε αστυνομική ταινία, σ’ ένα νουάρ τέλος πάντων, πίσω από το οποίο καιροφυλαχτεί το σασπένς και η αγωνία.
Με τέτοια χαρακτηριστικά κυλάει τούτο το tribute, στην ουσία, στον σπουδαίο Gianni Lenoci – ένα άλμπουμ σίγουρα διαφορετικό και ασυζητητί απολαυστικό μέσα στον jazz-avant κατάλογο τής ιταλικής εταιρείας.

Avant Music News
Daniel Barbiero

In contrast to the nearly lush orchestration of Blues for Boris, the sound of Township Nocturne is crafted from the rather more sparse trio of soprano saxophone, double bass and drums. The guiding spirit behind the recording is the late and much-missed pianist Gianni Lenoci, whose love of 1960s and ‘70s television detective series and noir fiction inspired the music. And there’s a certain moodiness to these pieces, whose conciseness and sometimes outright funkiness recalls the themes to those old programs, as refracted through a contemporary sensibility. It’s all well-played by the whimsically named Lenox Brothers—soprano saxophonist Gianni Mimmo, who also appears on Blues for Boris; double bassist Pierpaolo Martino; and drummer Francesco Cusa. The recording gives all three instruments an egalitarian salience that puts the listener right in the middle of the session—as if seated in the living room, in front of an imaginary television set playing images of a 1977 Plymouth Fury chasing a fugitive through the polyester urban night.

Credits: 

Music by F. Cusa / P. Martino / G. Mimmo
Recorded on October 1, 2020 at Wave Ahead studio, Monopoli, Italy
Engineering, mixing, mastering _ Mimmo Galizia
Cover photo: Agua Mimmo
Inside photo: Mimmo Galizia
Liner note: Gianni Mimmo
Translation: Roseanne Rogosin
Graphics: Nicola Guazzaloca
Recording session production: Pierpaolo Martino
Production: F.Cusa, P.Martino and Gianni Mimmo for Amirani Records