The Spring of My Life

October, 2017
AMRN053
CD Digipack
Price: 
12.50
Andrea Massaria & Clementine Gasser

“Issa (1763-1827) is a poet who speaks
to our common humanity in a way that is
so honest, so contemporary,
his verses might have been written
this morning”

David G. Lanoue

Talented Italian guitarist, Andrea Massaria continues his personal experimental journey meeting here the brilliant, gifted Austrian cellist Clementine Gasser for a delicate and sensitive collaboration: Haiku-Music inspired by the poet Kobayashi Issa.

In this music you’ll find a perfect balance of tone nuances and a bright fragrance.

The musicians each selected six haiku and transformed them into graphic scores, partly combined with conventional notation and performance instructions. This artistic approach opens the way for novel discoveries and permits unexpected musical perspectives to unfold. The introductory track Fantasia I is to be considered as a prologue – Fantasia V concludes the musical journey.

The name of the Cd “The Spring of My Life” relates to Issa’s main work, an autobiographical sketch on linked prose and selected Haiku. The text collection inspires self-inspection and engages our reflective senses. And it invites us to take a glimpse into the writer’s eventful life.

Reviews

Sands Zine
Mario Biserni

Quando intervistammo Gianni Mimmo, sassofonista e animatore della Amirani Records, alla nostra domanda: «Mi capita sempre più spesso di ascoltare chitarristi che fanno musiche sperimentali, laddove per tradizione la chitarra veniva utilizzata soprattutto nelle musiche folk e popolari, e allora mi domando: è la musica popolare che sta diventando sempre più sperimentale o è la sperimentazione che sta diventando una faccenda popolare?», così rispondeva: «Vedo che nella “sperimentazione” (troppe cose vengono chiamate in questo modo e molto spesso nascondono una noiosissima vena mainstream) la chitarra è spesso usata come porta per accedere al mondo dei suoni.
«Voglio dire che si ascolta raramente il vero suono della chitarra: questa è usata nella gran parte dei casi come generatore di vibrazioni poi processate attraverso una valanga di filtri, pedali, effetti generativi etc.
«Molto spesso lo skill richiesto non è quello chitarristico, ma la conoscenza dei vari device. Forse si può parlare di un altro strumento...
«Musicisti che si dedicano alla sola chitarra acustica o elettrica: beh non sono molti in quel campo: nella derivazione Bailey veramente pochi, ad esempio.
«Molte cose sono successe e succedono nell’ambito più accademicamente contemporaneo, anche se finalmente si stanno aprendo, un pochino, le porte. Penso a Scodanibbio, giusto per citare, che ha scritto cose molto belle per chitarra, modernissime. Anche nella musica di derivazione jazz il linguaggio chitarristico ha accolto più di una mutazione (si pensi all’impronta timbrica di uno Scofield o di un Frisell). La precipitazione stilistica della chitarra è più rintracciabile in questi ultimi territori, secondo me.
«L’approccio più coloristico, così diffuso fra i giovani, è in parte dovuto alla facilità di accesso, credo, ad una immediata dimestichezza con la manipolazione della timbrica attraverso gli effetti elettronici.
«Per molti lo strumento dal quale parte la catena sonora è meno importante di quanto si pensi.»
Gli sviluppi nell’utilizzo della chitarra, e il suo adattamento all’evoluzione della tecnologia, mi sembra uno dei temi sostanziali di questo splendido lavoro a quattro mani. Il secondo aspetto riguarda l’exploid nell’utilizzo del violoncello, fenomeno riscontrabile in tutti i generi musicali e al quale abbiamo a suo tempo dedicato un lungo articolo. In questo caso i motivi sono diversi, rispetto alla chitarra, anche perché il violoncello è tutt’altro che uno strumento di facile accesso, ma sono la sia duttilità, adattabilità e complessità timbrica ad averne fatto uno strumento quasi essenziale in molte delle musiche che ascoltiamo. In ultimo è da mettere in bilancia l’influenza della cultura giapponese nelle musiche occidentali contemporanee e, in particolare, in quegli ambiti definiti come musiche improvvisate.
“The Spring Of My Life”, iniziando dalla fine della nostra premessa, è composto da piccoli quadri sonori ispirati dall’arte giapponese detta haiku, cioè brevi componimenti poetici dalle caratteristiche minimali (poche parole che però evocano interi universi). Recentemente ci è occorso in più occasioni di imbatterci in musiche facenti riferimento agli haiku, musiche minimali nella forma ma non nella sostanza. Nell’occasione si fa riferimento ad alcuni componimenti del poeta Kobayashi Issa (1763-1828).
La chitarra di Massaria, con i suoi effetti e dispositivi elettronici, e il violoncello di Clementine Gasser, una particolare variante dello strumento con 5 corde, si attengono pienamente allo spirito degli haiku dando vita a strutture formalmente minimali ma espressivamente intense, colorite e fortemente evocative. La varietà timbrica e la qualità acustica dei suoni ottenuti dai due strumenti è indescrivibile e il dialogo non conosce mai momenti di stallo. Dialogo è la parola giusta, dacché l’impostazione è estremamente discorsiva e spesso mi ha ricordato i colloqui-litigi strumentali fra Charles Mingus ed Eric Dolphy. I quindici brani non presentano momenti di stallo né situazioni che si ripetono, come ho già scritto sopra, e i due volano letteralmente sulle ali di una fantasia sfrenata e scevra da qualsiasi pastoia formale. “The Spring Of My Life” è un opera ricca di sfaccettature che, questo è il suo punto di forza, da qualsiasi punto le guardi esprimono una luce propria e sempre diversa.

Percorsi Musicali
Ettore Garzia

... Un'altra relazione da aggiornare è quella postulata tra chitarra e violoncello, che qui si presenta nei duetti del chitarrista Andrea Massaria con la violoncellista svizzera Clementine Gasser: le trasformazioni timbriche della chitarra di Andrea Massaria (spesso al limite timbrico di uno steelpan) si incontrano con il classicismo contemporaneo della cellista, che non è nuova a questo tipo di esperienze, avendo già lavorato con il chitarrista Peter Lossl. 

In The spring of my life l'idea progettuale è stata quella di trasformare in una partitura mista (grafica e convenzionale) 6 componimenti haiku. Il risultato è brillante e molto diverso da un cinetico pensiero orientale, perchè ha volontà di raccogliere le velleità di atomi di suoni difformi e di non corto respiro. Ne deriva un sound spiazzante, depurato dai normali fattori armonici, a momenti apocalittico o muscolare (In my new clothes), in altri completamente atomizzato (le preparazioni sono l'essenza di Snow melting); c'è persino una matrice contemporanea in entrambi che rasenta l'artigianato del Battistelli di Experimentum Mundi, in The day Burst.

Continua, perciò, con profitto il lavoro di Massaria sull'universo dei suoni spuri, delle dimensioni emotive impensabili, che lo pone nei posti di vertice del chitarrismo improvvisativo italiano ed europeo per idee e risultati raggiunti.

Avant Music News
Daniel Barbiero

aiku have long elicited fascination on the part of Western poets and other artists who’ve been taken with their allusiveness and conciseness. How well their subtleties of form and content have been understood outside of Japan is a matter of controversy, but in some respects this doesn’t matter, at least to the extent that they’ve inspired independent works of art. With The Spring of My Life Andrea Massaria and Clementine Gasser literally translated a set of haiku into musical performances that are uniquely their own.

The two bring similar backgrounds to the music. Massaria, here on guitar, electronics and effects, is active in Trieste and Venice; he studied classical guitar before moving into jazz, improvisation, and other experimental fields. Gasser, from Switzerland, also studied classical music and jazz. Together, their playing shows an adventurousness tempered by a sense of structure.

For this set of pieces Massaria and Gasser took a series of haiku by the classic poet Kobayashi Issa and crafted mixed graphic/verbal scores around them. Like the three-line, seventeen-syllable poems, the individual pieces on The Spring of My Life are succinct—the shortest is under two minutes and longest is a still economical six and three-quarters minutes long. Also like haiku, these pieces work through suggestion and indirection. Each is an atmospheric vignette focusing on the interaction of space and color. Massaria and Gasser never crowd each other, but instead leave open spaces for each voice to develop unhurriedly. There are piano-like cascades over stabs of cello, uncluttered lines finely weaving in and around each other. Massaria in particular brings a wide palette of colors to his playing, suggesting at various times the sounds of the harp, organ, steel drums, and more. As this stubborn winter gives way to spring, The Spring of My Life makes for a reinvigorating soundtrack.

Jazz.pt
Rui Eduardo Paes

Os nomes de Andrea Massaria e Clementine Gasser serão provavelmente estranhos aos ouvidos portugueses, mas nos seus respectivos países (Itália no caso do guitarrista, Áustria no da violoncelista, onde reside apesar do seu nascimento na Suíça) contam-se entre os mais prestigiados na área do jazz e da improvisação e têm estatuto internacional, confirmado pelas colaborações do primeiro com figuras de topo como Evan Parker e Oliver Lake e da segunda com Michael Zerang e Wolfgang Mitterer. Em “The Spring of My Life” encontramo-los a interpretarem partituras gráficas (com partes escritas em notação convencional) directamente inspiradas nos haikus de Kobayashi Issa, poeta japonês (e monge budista) que viveu na passagem do século XVIII para o XIX.

O que significa desde logo que a música tem um carácter minimalista e contemplativo, como se cada tema fosse um aforismo, regra geral resolvendo-se em pouco mais de dois ou três minutos. As ambiências remetem-nos por vezes para a música erudita, denunciando a formação clássica de ambos os músicos, mas há um factor experimental muito presente, começando pelas formas como a guitarra se deixa transformar pelos processamentos electrónicos e o violoncelo lida com a corda extra (tem cinco), mas, como não podia deixar de ser, também o percurso jazz de Massaria e Gasser se faz sentir – de resto, o italiano foi aluno de Joe Pass e Kenny Burrell. Tudo, nesta “música haiku”, é alusivo a elementos naturais, seguindo a própria tradição da poesia nipónica. Os próprios títulos das peças o indicam, como “Spring Rain”, “The Distant Mountain”, “Snow Melting”, “Lovely – The Sky” ou “Flowers in the Evening”. Aqui está uma boa desculpa para deixarmos o bulício da cidade lá fora e apaziguarmos a mente sem que esta adormeça. Nem seria possível: o que vai acontecendo ao longo do álbum mantém-nos a atenção alerta até ao derradeiro instante.

Vinyl Mine

Από το biblionet: «O Issa (Yataro Kobayashi, 1763-1827) γεννήθηκε στο μικρό ορεινό χωριό Κασιουαμπάρα, της επαρχίας Σινάνο, πρώτος γιος μιας μέσης αγροτικής οικογένειας. Έχασε τη μητέρα του όταν ήταν δύο ετών, και γύρω στα δεκατρία, μετά το θάνατο της γιαγιάς του, εγκατάλειψε το χωριό του για το Έντο, διαφεύγοντας την ασπλαχνία της μητριάς του. Εκεί, έπειτα από μια δεκαετία για την οποία ελάχιστα γνωρίζουμε, αναδεικνύεται δάσκαλος της ποίησης χαϊκάι.(…) Συνέγραψε χαϊκού, χαϊκάι νο ρένγκα και πεζογραφήματα. Το ημερολογιακό του έργο “Το έτος της ζωής μου”, σύνθεση ποίησης και πεζογραφίας, είναι από τα σημαντικότερα και τα πιο συγκινητικά κείμενα του δεκάτου ενάτου αιώνα. Ο Ίσσα παντρεύτηκε μετά τα πενήντα, όταν ήταν πια σε θέση να απολαύσει και κάποιες ανέσεις της ζωής, αλλά κανένα από τα πολλά παιδιά που έκανε δεν πέρασε τη βρεφική ηλικία». Ποιήματα του Kobayashi Issa να πούμε πως κυκλοφορούν, τώρα, στη γλώσσα μας σε δύο τουλάχιστον εκδόσεις (πέραν των συλλογών-ανθολογιών) – μία στον Γαβριηλίδη (2014) σε μτφ. Γιώργου Μπλάνα και μία στο Κουκούτσι (2017) σε μτφ. Γιάννη Λειβαδά. 

Γιατί τα λέμε όλα αυτά; Απλώς ως εισαγωγή στο CD τού AndreaMassaria κιθάρες, ηλεκτρονικά, εφφέ και της ClementineGasser 5χορδο τσέλο, που επηρεασμένοι από την ποίηση τού Kobayashi ηχογραφούν ένα improv / electronic άλμπουμ (“TheSpring of my Life”), το οποίο ταιριάζει απολύτως με το πνεύμα της γνωστής μας (ιταλικής) Amirani Records.

 

Ο Massaria μπορεί να σπούδασε κλασική κιθάρα, όμως από πολύ νωρίς, από τις αρχές της δεκαετίας του ’90, τα ενδιαφέροντά του μετατοπίζονται προς την πειραματική μουσική και τον αυτοσχεδιασμό. Οι συνεργασίες του, δε, με ονόματα όπως αυτά των Butch Morris, Oliver Lake, Sylvie Courvoisier, Rob Mazurek, Matt Maneri, Walter Prati, Stefano Battaglia κ.ά. δείχνουν τις διαθέσεις του και ως προς την ηλεκτρονική παράμετρο της δουλειάς του. Όμως και η Gasser έχει ακολουθήσει έναν ανάλογο δρόμο (εκείνον της contemporary improvised music), οπότε δεν θα ήταν δύσκολο οι δυο τους κάπου να συναντηθούν (η Gasserέχει εμφανιστεί εξάλλου και με τον σαξοφωνίστα Gianni Mimmo, τον άνθρωπο πίσω από την Amirani Records), βάζοντας στο πλάνο και κάποια συνεργασία – ένα γεγονός που ευοδώνεται, σε κάθε περίπτωση, με το “The Spring of my Life”.

Βασικά, εδώ, οι δύο αυτοσχεδιαστές, όντας επηρεασμένοι από ταhaiku του Kobayashi Issa, επιχειρούν να μεταφέρουν στο «πεντάγραμμο», στη γραφική παρτιτούρα δηλαδή, ένα κλίμα. Ένα κλίμα που άλλοτε ταυτίζεται με την ηχητική λιτότητα (σύντομες διαδοχές νοτών, ικανές να δημιουργήσουν δεδομένα, οπτικά ή άλλα) και άλλοτε τέμνεται μ’ αυτήν (με βαθιές-εγκάρσιες παρεμβάσεις, στα όρια του θορύβου). Προς τούτο οι δύο αυτοσχεδιαστές επιλέγουν δώδεκα haiku (έξι ο καθένας), για τα οποία δημιουργούνται οι αντίστοιχες γραφικές παρτιτούρες. Τούτες δεν οπτικοποιούν μόνο τα haiku, αλλά παρέχουν, συγχρόνως, και κάποιες στοιχειώδεις οδηγίες στον Massaria και την Gasser προκειμένου να πλεύσουν προς την μία ή την άλλη κατεύθυνση. Το άκουσμα πάντα έχει ενδιαφέρον (δηλαδή πολύ ενδιαφέρον), ακόμη και στις περιπτώσεις εκείνες στις οποίες η ηχητική… εκκεντρικότητα μοιάζει κάπως «ξένη» προς τις ποιητικές μικρο-περιγραφές. Αλλά… είπαμε. Η αφορμή είναι η ποίηση του Kobayashi, για να ειπωθεί, τελικώς, κάτι πέρα απ’ αυτήν.

Orynx Improvandsounds
Jean-Michel Van Schouwburg

The Spring of My Life Haiku Music inspired by Kobayashi Issa Andrea Massaria & Clementine Gasser Amirani AMRN053
Chapeau bas à Gianni Mimmo, ce brillant saxophoniste soprano et producteur responsable d’Amirani, pour son excellent travail ultra-professionnel tout au long de sa série qui dépasse largement la cinquantaine de titres et dont la qualité de la production (présentation, documentation, techniques d’enregistrement, originalité des projets, synergie) s’est améliorée au fil des dix années (et un peu plus) d’existence. Amirani se positionne dans l’univers des musiques  improvisées sans rompre le fil qui le relie au jazz d’avant garde et de la composition contemporaine. Au catalogue, on trouve quelques cd’s de la musique de Sciarrino et de Cage. On retrouve un peu cela dans ce beau travail du duo de la violoncelliste autrichienne Clémentine Gasser, avec qui Mimmo a joué et enregistré 10.000 leaves (NotTwo) avec la pianiste Elisabeth Harnik, et du guitariste italien Andrea Massaria dont j’ignorais l’existence jusqu’ici. La pochette digipack très soignée contient un livret de 22 pages (!) détaillant le projet avec force illustrations, notes (italien – anglais – allemand), collages, extraits des haikus du poète japonais Issa Kobayashi qui servent de fil conducteur à 15 haikus musicaux… Issa (1763 - 1827) est un poét qui parle de notre humanité commune d’une manière si honnête, si contemporaine que ses vers auraient pu être écrit ce matin David G. Lanoue. Un excellente dynamique instrumentale dans le travail des instruments. On y entend une grande variété de timbres, d’atmosphères. Un contraste : la violoncelliste joue avec de magnifiques effets de timbre acoustiques rendus possibles grâce à sa maîtrise et sa sensibilité et le guitariste utilise avec une belle classe de nombreux effets dûs aux « electronic devices & effects ». Ces effets pour guitare apparaissent par le truchement de câbles, pédales en tout genre. Le travail d’Andrea Massaria est très précis et soigné. Son C.V. nous apprend qu’il a étudié la guitare classique avec de grands maîtres et travaillé avec Butch Morris, Oliver Lake, Sylvie Courvoisier, Tom Rainey, Matt Maneri, Giancarlo Schiaffini. Rien d’étonnant vu la carrure du musicien. Il aborde plusieurs techniques et approches guitaristiques alternatives selon les morceaux et le résultat sonore, la grande clarté d’exécution est optimale dépassant sensiblement le tout-venant des guitaristes qui ont une démarche similaire. On pense à la qualité et aux intentions du travail de Nels Cline du temps où celui-ci travaillait avec Vinny Golia. La violoncelliste intervient parfois de manière minimaliste mettant alors la guitare au centre de l’écoute ou on oublie qui joue quoi pour se laisser bercer par les sonorités. Pas d’emportement donc, plutôt une démarche zen ! Ce parcours sans faute fera poser quand même poser la question à plusieurs d’entre nous où se situe son style, sa marque personnelle, celle d’un improvisateur libre qui accroche les publics qu’ils rencontrent en conservant une personnalité musicale affirmée  (idiosyncratique) durant tout un concert, un peu comme un acteur campe un personnage de premier rôle durant une pièce de deux heures. Cela dit, il y a une cohérence indubitable. Vu le nombre d’amateurs et praticiens de la six cordes tous azimuts, on est sûr qu’il va rencontrer l’intérêt d’auditeurs attentifs.

 

 

Music Zoom
Vittorio

Il disco in questione è ispirato dall’arte giapponese dell’Haiku di Kobayashi Issa, uno dei più importanti poeti del paese del sol levante. Ognuno dei due protagonisti, Andrea Massaria alla chitarra elettrica e Clementine Gasser al violoncello a cinque corde, ha scelto sei Haiku. Il minimalismo delle poesie originali è stato trasferito in notazioni convenzionali ed in istruzioni grafiche che fanno da guida alla performance dei due. Una musica composta, con delle linee guida, in cui i musicisti hanno modo di mostrare le possibilità tecniche sui rispettivi strumenti in un dialogo serrato. La cellista svizzera contribuisce in modo decisivo alla musica con degli intrecci di note piuttosto originali insieme al caleidoscopio di suoni che spunta dalla chitarra. I brani si presentano a volte come degli aforismi, dalla breve durata, intorno ai due minuti, in mezzo a momenti più complessi, come Snow Melting, intorno ai sette minuti. Nonostante il tutto decisamente inusuale, l’atmosfera complessiva è calma e rilassata, un invito a lasciarsi trasportare da suoni che intendono connettersi con la poesia giapponese, senza urla. Le corde trovano momenti di dialogo affascinanti, in cui ogni nota sembra mostrare una saggezza distillata da uno sguardo che coglie gli aspetti più profondi della natura umana.
Per menti coraggiose.

Credits: 

Haiku Music – inspired by Kobayashi Issa

Andrea Massaria guitar, electronic devices, effects
Clementine Gasser 5-string cello

Music by Andrea Massaria & Clementine Gasser º
Andrea Massaria ºº // Clementine Gasser ººº  2015, 2016

•  No. 1, 2, 3, 4, 5, 7, 8, 9, 11 recorded live at
La Stanza, Trieste/Italy on December 5, 2015
Sound engineer: Samuele Orlando, recording setting: ‘rough version‘

•  No. 6, 10, 12, 13, 14, 15 recorded live at
Birdland Studio, Gorizia/Italy on November 11, 2016
Sound engineering, mixing, editing & mastering by Francesco Marzona

Cover photo by Gianni Mimmo – graphics by Nicola Guazzaloca
Produced by Gianni Mimmo for Amirani Records Italy, 2017