Lucca and Bologna concerts

May, 2017
AMRN050
CD Digipack
Price: 
12.50
Nicola Guazzaloca & Szilárd Mezei

The collaboration between Szilard and Nicola starts in 2009, when they met in Hungary and Serbia in the middle of their respective tours.

The light overflowing this record shows how those sparkles were the generator force of their brilliant interplay, their crystal clear formal attitude in a perfect blend of energy and contemplation.

The two live performances at Counterpoint Festival and at Angelica Festival are really intense.
The duo plays convoluted lines and contrapuntal beauties in a transparent scenario often converging on a complex architecture, wisely hesitating on the core of their passionate empathy.

Nicola’s piano is already a consolidated voice on Amirani’s catalogue, but probably finds here its perfect alchemy thanks to the refined, extended Szilard’s viola colours. Szilard owns an unmistakable touch, elegantly powerful, at times furiously lyrical: a perfect match with Nicola’s tasteful, assertive playing. Some instant-structural joints open to double-pivoting melodies, some cloudy sound-masses add dramatic lights.

A beautiful record.

 

Reviews

Percorsi Musicali
Ettore Garzia

La spettacolarità della corrispondenza tra estensione strumentale e risultato emotivo sta alla base di molti lavori di Nicola Guazzaloca. In una regola che abbraccia la qualità e la continuità del binomio in questione, Guazzaloca (con molti suoi progetti) dimostra di percorrere sempre i piani alti dell'ispirazione. Non fa eccezione l'ultima registrazione dei concerti a Lucca (all'Oratorio degli Angeli nell'agosto del 2015 in occasione del Counterpoint International Festival) e a Bologna (al Teatro S.Leonardo durante l'Angelica Festival del 2016) grazie alla produzione Amirani Records, un corpo musicale che è l'espressione della proficua collaborazione di Guazzaloca con il violista Szilàrd Mezei, un suo pari dedito alle corde della viola. 

La performance è piena di punti di convergenza, un viaggio contorto ed esilarante che parla di più di cento melodie, indica un'attuale punto di vista dell'improvvisazione che si attacca ad un pressante virtuosismo; dal punto di vista dell'immaginazione sonora, questo connubio apre ad un rimando classico, pur non avendo nessun elemento di esso se non altro per il fatto che tutto il mondo musicale in qualche modo proviene da lì. Perciò non è sbagliato rifiutare il pensiero che proietta fuoco su Haydn o su Liszt, nella veste proposta dal duo essi sarebbero irriconoscibili, così come lo sarebbero comunque il Lutoslawski del quartetto d'archi o il Boulez delle sonate al piano, perché in quella lente musicale distributiva anche loro sembrano avere un posto.

Lucca and Bologna Concerts è un turbine dell'improvvisazione, una dimostrazione di splendente creatività ed un fulgido esempio di come anche in questo campo esistano delle individualità intoccabili: con le loro fughe sia Nicola che Szilàrd potrebbero ambire a riempire i teatri di qualsiasi kermesse di musica contemporanea che conti. 

KFJC
Naysayer

A brilliant recording by Hungarian viola player, Szilard Mezei and Italian piano player, Nicola Guazzaloca. These master musicians pair up for recordings at 2 concerts and give performances of improvisational bliss. From slow and quiet almost silence, to loud bursts of volatile sound, Szilard bows, scratches and engulfs his viola, nursing and cursing a rich array of sounds, even bits and hints of Hungarian folk tunes. Nicaola, plucks and strums the inside of the piano then moves to eloquent chords, patterns, trills and other innovations on the piano keyboard. The interplay between them is thrilling to listen to, hearing the two shadow and mimic each other, then explore around the other’s sounds. Serious for sure, but fun. Lots of fun from these improvisers.

Sands Zine
Mario Biserni

Penso sia inutile tessere per l’ennesima volta le qualità di Nicola Guazzaloca, e della scuola popolare di musica Ivan Illich alla quale il suo nome è legato, perché vorrebbe dire parlare ai già convertiti o, peggio ancora, a chi è impermeabile al fascino trasmesso dalla sua musica.
Voglio piuttosto sottolineare la caratteristica base degli improvvisatori, che sta nel rigenerare i propri stimoli attraverso la continua ricerca di nuove collaborazioni e, conseguentemente, di nuovi impasti ai quali sottoporre il suono del loro strumento.
Seguendo le vicende di un improvvisatore è quindi giocoforza fare continuamente nuove conoscenze. È il caso dell’ungherese Szilárd Mezei che, peraltro, aveva già collaborato con Guazzaloca anche in passato (discograficamente il riferimento è un disco del 2011 su Leo Records in trio con Tim Trevor-Briscoe).
In primis c’è quindi l'occasione per conoscere Mezei che è impegnato alla viola, in altre occasioni lo si può apprezzare anche al violino e al contrabbasso, uno strumento che al di fuori del classico quartetto d’archi non viene abitualmente molto usato.
Nella musica improvvisata, in particolare, non esistono certo molti esempi di duetti fra un pianoforte e una viola.
Questa particolarità fa sì che il disco abbia un suo valore complessivo che va al di là della discografia dei due musicisti coinvolti.
Ma questo è solo un aspetto, dacché c’è in “Lucca And Bologna Concerts” un valore intrinseco altrettanto importante.
Guazzaloca è un pianista molto versatile perché estremamente fantasioso, ma anche perché dotato di una notevole preparazione tecnica e di una vasta cultura musicale. A questo vanno aggiunte le opportunità che vengono offerte da un approccio non legato al solo utilizzo della tastiera, il suo è infatti uno sfruttamento globale del pianoforte, e da vari tipi di preparazione dello strumento volti a modificarne il suono. Mezei da parte sua, considerando le notevoli limitazioni di cui soffre una viola se paragonata a un pianoforte, riesce a tenere il passo del compagno e a dialogare (quasi) da pari a pari. Quasi, perché è come combattere con un coltello contro un tipo armato di mitraglietta, c’è solo da sperare in una mancanza di mira o nell’inceppamento dell’arma ma, nel caso di Guazzaloca, tali speranze sono vane.
Tutti i brani, come si capisce dai titoli stessi, sono composizioni spontanee, ma fa eccezione la coda alla terza registrazione lucchese, dal momento che Mezei nell'occasione ripropone un tema tradizionale del folklore ungherese.

L'isola che non c'era
Alberto Bazzurro

Il live Lucca & Bologna Concerts (Amirani), protagonisti il pianoforte del bolognese Nicola Guazzaloca e la viola di Szilard Mezei, serbo-ungherese. I terreni sono quelli dell’improvvisazione totale, però con un invidiabile senso della forma. Mezei in particolare è un assoluto purosangue, anche se dalle nostre parti se ne sono accorti in pochi. Guazzaloca sta al gioco abilmente, per un cd notevole specie nella tranche lucchese, fitta, densa, laddove a Bologna si attraversano territori qua e là più compassati.

Avant Scena

“Lucca And Bologna Concerts” – it’s another one fine and interesting avant-garde jazz album released this year by “Amirani Records”. Album had been played by two outstanding jazz musicians – pianist Nicola Guazzaloca and violinist Szilárd Mezei. Nicole Guazzaloca is creative and talented pianist which playing style consists of precisely and virtuosic playing techniques, the high variety of music styles and different expressions combinations, innovative and original improvisations and other elements. The pianist had been released many albums with other jazz improvisers such as Francesco Guerri, Thollem McDonas, Hannah Marchall and others. Her previous albums “Techniche Archaiche” and “Techniche Archaiche/Live at Angelica” were also released at “Amirani Records” and had original and dynamic sound. Szilard Mezei is Hungarian free jazz violinist. He also is the leader of various bands and ensembles such as “Szilard Mezei Trio”, “Szilard Mezei Ensemble”, “Szilard Mezei International Ensemble”, “Szilard Mezei Vocal Ensemble” and may others. Szilard Mezei has unique and original playing style and sound. His improvisations are full of unpredictable musical experiments and decisions, innovative playing techniques, virtuosic and precisely playing style. Improvisations played by these two musicians have interesting and natural sound.

Album has 8 compositions. All compositions are based on free jazz elements. Dynamic and contrastic collective improvisations are full of virtuosic and masterful played solos and duos by both musicians. The musicians put together different music elements, expressions and styles and combine it to the one composition. They do that very natural and organically, so this create original and interesting sound of this music. High diversity of playing techniques, innovative musical experiments, special sound effects and modern musical expressions also are the main elements of these compositions, This music is always changing – after rigorous and sharp episodes there comes virtuosic and very fast solos which also suddenly change in silent and calm episodes. The sharp and colorful harmony and dynamic rhythmic are also very important part of these compositions. It makes the compositions sound more effective and interesting. Expressive and marvelous playing, high variety of playing styles and musical decisions and other elements make innovative and organic sound of this album.

Avant Music News
Daniel Barbiero

Although considerably more rare than the violin-piano duo, the viola-piano duo traces at least as far back as Mendelssohn’s 1824 sonata for viola and piano. Max Reger and Paul Hindemith—the latter a violist himself—added substantially to the repertoire in the last century, as did Darius Milhaud, Hans Werner Henze, George Rochberg and others. Now, Serbian-Hungarian violist Szilárd Mezei and Bolognese pianist Nicola Guazzaloca bring the viola-piano duo into the twenty-first century, albeit in a manner that departs substantially from the conventional chamber sonata.

Unlike classical sonatas, these eight improvisations, four each from concerts in Lucca and Bologna, develop through variations of timbre, dynamics and density rather than through melodic themes and harmonic modulation. But although much of the playing negates the formal vocabulary and syntax of the classical viola-piano duo, something of the latter’s ability to capture an emotional arc remains. The music can be tempestuous, placid, abstract or even plainly melodic, as when Mezei delivers a modal soliloquy during the third improvisation from Lucca. Both improvisers draw on an expanded palette of instrumental colors, setting conventional and unconventional techniques in a mutually illuminating dialogue with each other. Guazzaloca moves agilely from the keyboard to playing directly on the strings inside the piano; his use of objects in association with the piano emphasizes the instrument’s often-obscured status as a percussion instrument. Mezei, too, plays percussively, using a full-bodied attack with the bow as well as a forceful pizzicato; his engagement with hypermodern performance techniques doesn’t eclipse an expressive immediacy consonant with his involvement with Hungarian folk traditions.

Music Zoom
Vittorio

Il disco in questione presenta due concerti di Nicola Guazzaloca al pianoforte e Szilárd Mezei alla viola. I primi quattro brani sono stati registrati a Lucca nell’ambito del Counterpoint International Festival nel 2015, gli altri quattro all’Angelica Festival di Bologna un anno dopo. I due protagonisti si muovono nell’ambito di quella che è un’improvvisazione totale in cui si superano i confini fisici degli strumenti a disposizione, una proposta molto interessante in cui si superano le possibilità espressive per come le conosciamo di piano e viola. Ne viene fuori una musica molto comunicativa nonostante la radicalità della proposta, alla ricerca di nuovi suoni. In ciò ha un ruolo importante la comunicazione con il pubblico, la First Improvisation in Lucca è completamente diversa dalla First Improvisation in Bologna, sono due diversi modi di avvicinarsi tra i musicisti stessi e con il pubblico, a testimonianza di un dialogo continuo che stimola all’evoluzione ed alla ricerca di nuove possibilità espressive. Qualche brano colpisce più degli altri, su Second improvisation in Bologna la viola esegue anche una melodia attirando l’attenzione su di sé, poi nell’ambito dei dieci minuti dell’esecuzione si cambia la prospettiva, un brano impressionante per forza ed inventiva. Su Third improvisation in Lucca spunta anche un brano del folklore ungherese verso la fine dell’esecuzione, un’idea che stempera il furore tayloriano che regna all’inizio del brano. L’alchemia fra i due funziona e dà vita ad un’ora di esperimenti sonori riusciti.

Orynx-improvandsounds.blogspot.it
Jean Michel Van Schouwburg

Pour fêter leur cinquantième numéro, l’équipe d’Amirani Records, ne pouvait choisir un meilleur album mettant en valeur le talent profond d’improvisateur de son graphiste attitré, le pianiste Nicolà Guazzaloca. Ces 15/20 dernières années, nous avons assisté à l’émergence d’une génération d’altistes (violonistes ALTO) d’exception  et à son affirmation dans la scène de l’improvisation : Mat Maneri, Charlotte Hug, Szilard Mezei, Benedict Taylor. Nicolà Guazzaloca et Szilard Mezei ont déjà pas mal joué et enregistré en trio avec le saxophoniste Tim Trevor-Briscoe. Et donc, l’irruption de ce fantastique album en duo vient merveilleusement à point pour réveiller notre assoupissement estival (sec et très chaud ici en Belgique) face à la morosité créative. À la fois virtuose question clavier et investi à fond dans la microtonalité question alto, le dialogue navigue entre des eaux moirées intimistes et la crête de vagues puissantes activées par les éléments déchaînés. Les séquences exploratives, une main dans les cordes du piano et l’autre pinçant celles de l’alto, questionnent, réitèrent, énoncent en cherchant des sons inusités, l’archet étirant les commas et la pâte sonore… Le pianiste y joue aussi de l’accordéon de manière étonnante ! L’altiste, lui, a une conception tout aussi étonnante de la polymodalité...  Contrastes, similitudes, échappées, contorsions, à pleines mains ou du bout des doigts, vous avez ici affaire à une pluralité de jeux, de timbres, de questions, de tentatives de réponses, de propositions renouvelées, de conclusions oniriques….. Leur sens aiguisé de la recherche prolonge avec une grande honnêteté tous les acquits de leur collaboration passée et la sublime ! Sublime !!

Jazz Portugal
Rui Eduardo Paes

Nicola Guazzaloca é um dos mais surpreendentes pianistas da improvisação europeia. Esteve em Portugal há umas semanas, para uma participação no MIA – Encontro de Música Improvisada de Atouguia da Baleia e para gravar um disco com Carlos “Zíngaro”, Alvaro Rosso e João Pedro Viegas, no rescaldo ainda do lançamento deste álbum em parceria com o violetista e violinista sérvio, de ascendência húngara, Szilárd Mezei. Nestes registos ao vivo de concertos realizados em Lucca e Bolonha encontramos os reflexos do pensamento de Ivan Illich, filósofo libertário que influenciou os conceitos de educação da Scuola Popolare di Música Ivan Illich, de que Guazzaloca é o coordenador. Os espaços e transparências das oito improvisações parecem transpor as seguintes palavras: «Implica mais tempo e delicadeza aprender o silêncio de um povo do que aprender os seus sons. O que explica, talvez, porque é que alguns missionários, apesar dos esforços que fazem, nunca conseguem comunicar por meio dos seus silêncios. Mesmo que falem com a pronúncia dos nativos ficam a muitas milhas deles. A aprendizagem da gramática do silêncio é uma arte muito mais difícil de assimilar do que a gramática dos sons.»

É isso que se detecta desde logo neste belíssimo disco – mesmo quando Nicola Guazzaloca nos lança “clusters” de notas, ouvimos estes a surgirem do silêncio e a voltarem a ele. E quando este antigo aluno de Muhall Richard Abrams e o seu parceiro de ocasião focam as atenções numa exploração concretista do piano e da viola, muitas vezes recorrendo a preparações, paira por estes temas a noção de que não há música sem silêncio, de que antes da música há o som e de que este, para ser plenamente vivenciado, precisa de ter como referência não outros sons, não o ruído que nos envolve, e muito menos outras músicas, mas o silêncio. Sim, as influências cruzadas de certos elementos do jazz, da erudita contemporânea e das tradições populares centro-europeias são evidentes, mas o momento da sua enunciação é também o da sua ultrapassagem, dando origem a algo de inclassificável. O que fica é expressão num raro estado de pureza, uma expressão introspectiva e exploratória que vai da abstracção ao figurativismo com a maior das naturalidades. Ora, quanto mais pura é a expressão, mais puro é o prazer auditivo.

Credits: 

1-2-3-4 | Live recorded at Oratorio degli Angeli Custodi (Lucca IT), Counterpoint International Festival, August 2, 2015
5-6-7-8 | Live recorded at Centro di Ricerca Musicale - Teatro S. Leonardo (Bologna IT), Angelica Festival, April 1, 2016
Cover drawing _ Zoltán Bicskei
Graphics _ Nicola Guazzaloca
Inside photo _ Luca Serrapiglio
Produced by Nicola Guazzaloca and Gianni Mimmo for Amirani Records